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sabato 29 aprile 2017

Quattro chiacchiere con @edschepis lo street photographer pavese di adozione

Tra gli amici di @fotopavia, siamo orgogliosi di citare @edschepis, Edoardo Schepis all'anagrafe che si fa apprezzare per i suoi scatti street unici e magici. L'abbiamo contattato oggi pomeriggio cercando di saperne un pò di più sulla sua passione fotografica. Edoardo è stato molto disponibile rispondendo con velocità e senza remore alle nostre domande. Ne è nata così una breve intervista che pubblichiamo qui di seguito.

Edoardo Schepis ci racconti com'è nato il fuoco della passione fotografica?
"Ho iniziato a fare foto da bambino con la Canon a pellicola di mio padre, ormai 40 anni fa. La usavo spesso per gioco e mi divertivo molto. Poi nel 1991 la abbandonai dopo un viaggio a New York (mi ricordo che scattai all'impazzata 8 rullini...). non so neanche perchè lasciai perdere, forse furono gli impegni universitari ad allontanarmi. Lo scorso anno un amico mi presta la sua digitale per fare una foto a lui ed a sua moglie e... mi scoppia improvvisavamente la passione che porto con me oggi. E' stata una rinascita e un amore a primo scatto. Compro una Canon 6D, un paio di lenti ed eccomi qui".  
Gli scatti stupendi che troviamo sul tuo profilo instagram e sul tuo sito internet ti identificano come uno street photographer. Ti riconosci sotto il tetto di questa definizione?
"Sì, direi propri di sì. Ho conosciuto questo termine da poco ma mi identifico molto in questo genere. Considero gli scatti di street unici e magici: quelle persone, in quel posto, con quella luce... sono uniche, quello scatto non si può ripetere... Per me significa essere l'unico a catturare quel momento, un privilegio incredibile. Inoltre mi piace avvicinarmi molto per cogliere gli sguardi degli sconosciuti, i pensieri che puoi cogliere dai loro occhi."

Quando hai deciso di fotografare soggetti in situazioni reali?
"Ho iniziato leggendo qua e là articoli e libri di fotografia ed ho scoperto le foto dei grandi fotografi di street che mi hanno subito catturato. Venivo e vengo tuttora catapultato in quel mondo, in quel momento. Rivivo quelle strade e quelle situazioni, le considero foto vive anche dopo tanti anni. Elliott Erwitt, Vivian Maier, Cartier-Bresson e tanti altri che hanno congelato quei momenti rendendoli unici."
Parlaci di come nascono le tue fotografie
"Mi piace andare in giro in città e mi guardo intorno. Cerco situazioni curiose, persone uniche, a volte strane, a volte bellissime. Credo di aver sempre scattato fotografie con i miei occhi in giro per le strade della città, adesso ho la mia Canon per fermare gli attimi. Dopo un pò che fotografi (e io lo faccio in realtà da molto poco tempo) ti accorgi che diventa istintivo... è la foto che ti chiama. In una frase direi che nascono dalla mia curiosità di vedere e scoprire le cose che mi stanno intorno: senza curiosità non ci sarebbero le mie foto."

Quali macchine fotografiche ed ottiche preferisci?
"Uso la mia Canon 6D full frame che mi dà tanta flessibilità in condizioni di luce molto diverse. Le ottiche che preferisco sono il 50mm ed il 24-105: per la street cerco di usare 24 e 50 perchè conferiscono una certa drammaticità alla foto tuttavia non posso fare a meno del 24-105 che mi permette di cogliere anche situazioni che non sono necessariamente vicine a me. Uso anche il mio iPhone  perchè una foto la puoi trovare anche nel momento e nel posto più inaspettato ed alla fine la tecnologia a supporto conta fino ad un certo punto: sono la curiosità e l'occhio che fanno la foto."
Sei mai stato scoperto mentre fotografi le persone?
"Ah sì, eccome! Nel 99%  dei casi basta un sorriso e non dicono nulla ma quell'1% mette a dura prova la mia passione e la voglia di avvicinarmi."

Ti è mai accaduto qualche episodio curioso che varrebbe la pena di raccontare?
"Una volta una modella americana entrata per caso nella scena che stavo fotografando ha voluto vedere tutte le foto e pretendeva che cancellassi la sua... ma in realtà non l'avevo ritratta. Di recente una signora che parlava solo il russo credo mi abbia intimato di cancellare la foto che avevo fatto... ho resistito dicendo che non capito. La foto si è rivelata bellissima e sono contento di averla difesa fino lla morte."
Che consiglio ti sentiresti di dare a chi vuole diventare street photographer?
"Prima di tutto bisogna capire quanto si è curiosi. Andare in giro senza cercare situazioni, persone, ombre, strade, architetture, vuol dire non avere la curiosità necessaria per fare le foto street. Poi nessun altro consiglio, solo fare tante foto e piano piano diminuire il numero di scatti carcando di farli pesare. Fare mille scatti per tenerne solo uno buono può essere una tattica ma preferisco farne meno cercando di cogliere solo le situazioni che sono veramente uniche operando una selezione. Questo processo migliora solo col numero di foto fatte. La frase di Eliott Erwitt che cito nella presentazione del mio profilo Instagram riassume alla perfezione il mio pensiero:"Per me la fotografia è l'arte di osservare, si tratta di trovare qualcosa di interessante in una normale stanza. Ho poco a che fare con le cose che vedete e tutto a che fare con il modo di vederle".

Vivi a Pavia, che rapporto hai con questa città? 
"Sono nato a Siracusa, ho fatto l'università a Napoli, lavoro a Milano ormai da quasi vent'anni e vivo a Pavia da 8. Sono sposato e ho due bambini e in questa città ho trovato la dimensione giusta per la mia famiglia. Pavia è una città tranquilla che scopri facilmente a piedi, nella quale si vive bene ed ha il vantaggio di essere a pochi passi da una metropoli come Milano. Ho anche scoperto che la gente è molto più aperta di quanto immaginassi e questa cosa mi ha convinto a trasferirmi qui."
Parlando di social network, che rapporto hai con Instagram?
Instangram non lo usavo affatto prima di lanciarmi nella fotografia. Adesso rischia di diventare una droga... quanti likes? quanti followers in più oggi? Ma è un'incredibile vetrina. Il mio sito di fotografia edoardoschepis.com è una vetrina ma Instagram è il posto in cui posso mostrare i miei progressi, avere un riscontro immediato del mio lavoro e seguire grandi fotografi per trarre ispirazione"
Toglici una curiosità. Tutti i tuoi commenti postati su Instagram e la presentazione stessa del tuo sito sono in lingua inglese. Ci spieghi il perchè di questa scelta?
"La fotografia non ha confini e non voglio limitarmi nel condividere i miei lavori. Consiglio a tutti di fare un sforzo e aprirsi al mondo e la lingua inglese è l'unico modo per arrivare dappertutto."

  
 
 




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