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venerdì 12 agosto 2016

RIVUS ALTUS, IL PONTE DEL RIALTO COME NON L'AVETE MAI VISTO

Si Terrà a Venezia dall’8 ottobre fino al 29 novembre 2016 la mostra fotografica di Massimiliano Farina1, fotografo e architetto di Milano dal titolo “RIVUS ALTUS, 10.000 frammenti visivi dal ponte di Rialto a Venezia”.
Visitando il sito www.ilpontedirialto.it potete trovare i dettagli del progetto e tutte le indicazioni  per raggiungere la mostra.
Nella home del sito c’è anche il link per la campagna di crowdfunding su Kickstarter creato da Massimiliano per sostenere parte dei costi di allestimento e di affitto della mostra.
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Ho chiesto a Max di svelarci qualche frammento inedito della nuova esperienza che sta per iniziare e del lungo lavoro preparatorio che ci sta dietro.
Massimiliano perché hai scelto proprio Venezia?
“Venezia è una fra le più belle città al mondo, al punto da annoverare anche svariate repliche, da Macao a Las Vegas. Ho sempre desiderato ideare un progetto fotografico su Venezia che potesse essere al tempo stesso personale e originale. Sembra impossibile riuscire a narrare una città di tale bellezza senza essere in qualche modo criptici o allusivi, senza cadere nella banalità dello stereotipo. Ho quindi preferito concentrarmi su un dettaglio, una piazza o un edificio.”  

Qual è stato il passo successivo?
“Bastano pochi passi per salire in cima al ponte di Rialto e ritrovarsi ipnotizzati dal panorama mozzafiato. Ho scelto di appostarmi con il mio cavalletto esattamente al centro del ponte, un ufficio di un metro quadrato dove ho lavorato per due anni, sempre circondato dai turisti fotografi. Ora che il ponte è chiuso per restauro, ho deciso che era giunto il momento di condividere questo progetto con tutte le persone a Venezia, turisti e veneziani. Così, al termine di questo lungo periodo di shooting, ho scelto di sposarmi in questa splendida città e chiudere in bellezza il mio progetto.”
Oltre al fantastico panorama sarai stato sempre a contatto con tante persone…
“Avendo scelto di scattare dal punto migliore, ero costantemente circondato dalle persone e facilitato nel catturare le loro espressioni rapite dal panorama. Ho così scoperto come quella vista sia in grado di stregare gli spettatori, permettendomi di ritrarli con la massima libertà e disponibilità. Ho passato 2 anni a scattare da quella postazione, di giorno o di notte, col sole o con la pioggia. La mia posizione privilegiata mi ha permesso di scattare più di 30.000 foto.”
Cosa troveranno i visitatori alla tua mostra?
“La mia reinterpretazione della vista dal ponte di Rialto è suddivisa in 78 frammenti fotografici, selezionati casualmente tra le migliaia di foto scattate. Il Panorama sarà composto da 78 blocchi di carta fotografica installati su un muro lungo 7 metri. Durante la mostra i visitatori saranno invitati a interagire con l'installazione e a portarsi a casa uno dei frammenti fotografici. Grazie alle loro visite il panorama cambierà ogni giorno.”  

Che tecnica hai utilizzato per ritrarre le persone che salivano sul ponte?
“L'approccio che ho deciso di seguire per ritrarre quelli che definisco gli "abitanti di Rialto" è piuttosto simile a quello utilizzato per il panorama. Ho infatti suddiviso il loro punto di vista in più scatti, catturando la loro esperienza in una veloce sequenza di immagini. Questa tecnica è stata resa possibile dallo scatto quasi simultaneo di due fotocamere unite da un braccio metallico. I ritratti sono stati successivamente riuniti come dittici e stampati in bianco e nero su diversi pannelli. Durante la mostra, i protagonisti dei ritratti circonderanno il Panorama come fossero ancora sul ponte di Rialto a godersi la vista sul canal Grande.”
Dove si svolgerà la mostra?
“La mostra avrà luogo nel centro di Venezia, a partire dall'8 ottobre al 5 novembre 2016. Sarà ospitata presso il Centro Culturale Don Orione Artigianelli, pochi minuti a piedi dal ponte di Rialto, attualmente impacchettato. Il Panorama e i dittici saranno ospitati in questa luminosissima stanza di 120 mq affacciata sul chiostro del 1400.”
Hai deciso di ricorrere al crowfunding per finanziare la mostra
“L'obiettivo di raccogliere 8000€ attraverso il crowfunding mi aiuterà concretamente a realizzare questa mostra, permettendomi di coprire parte dei costi di affitto e di stampa dell'installazione. Grazie al generoso supporto della Fondazione Boga è stato possibile versare un anticipo per prenotare lo spazio ma per rendere questa mostra indimenticabile avrò bisogno ho del supporto di tutti. La vera sfida è infatti rendere questa esperienza coinvolgente e mozzafiato, superando l'obiettivo iniziale. Più saranno numerosi e generosi visitatori, più la mostra sarà eccezionale. Coloro che contribuiranno con una donazione riceveranno un ringraziamento speciale per aver supportato il progetto. I loro nomi compariranno su un pannello speciale sul luogo della mostra, sui canali social e sul relativo sito (ora in fase di aggiornamento).”


1Massimiliano Farina (Milano, 1974) architetto e fotografo, nel 1991 inizia a fotografare ed a sperimentare tecniche di sviluppo e stampa in bianco e nero. Nel 1997 realizza la sua prima personale “Belfast” a Milano, presso la sede di Fuoricampo, Centro Studi e Ricerche Cinematografiche.
Successivamente   sviluppa   un’  attività   personale   di   ricerca in campo   fotografico,   operando   principalmente   nell’ambito  della fotografia di reportage, di architettura e di documentazione del territorio. Tra i suoi lavori: personale  “Chicago  e  New  York”  a  Milano,  presso la sede Fuoricampo (1997),  “Sulla  mia   strada,   piazze”   a   Milano,   presso   la   Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano (1998), personale “SS9 Via Emilia” a San Donato Milanese, presso la Galleria d’Arte Contemporanea “Cascina Roma” (2001), libro “case Spazi Abitanti la  Cooperativa Edificatrice Ferruccio Degradi a Milano” Editore Clup (2002), libro “Dentro la città – le case e gli abitanti della cooperativa edificatrice Auprema” Editore Silvana Editoriale (2005)
Dal   2006   si   dedica   a   un   lavoro   di   ricerca   sul   paesaggio   e   l’architettura,   lavorando   a   un   archivio   a   crescita   progressiva sulle diverse attività umane e sui nuovi paesaggi naturali e artificiali, cercando di documentare situazioni in cui i confini tra finzione e realtà diventano invisibili.
Seguiranno altri progetti: libro “Abitare, il progetto della residenza sociale tra tradizione e innovazione” edito Re Magioli (2010), realizzazione a New York City per Revolve di un grande wall fotografico di 15 mt. “Las Vegas sunset” (2012), presentazione al fuori salone di Milano durante la Milano Design Week di 2 progetti fotografici, “Ghost  - Deleted spaces” e “Dubai – under construction” (2014)1° premio   del   Contest   “Periferie   Possibili”   organizzato   da   Sotto il Viadotto con la collaborazione del gruppo Renzo Piano G124 (2014), libro “Nella città – questioni del progetto urbano”, Editoriale Mimesis, in collaborazione con il
Politecnico  di  Milano  (2015),  saggio  fotografico  “Trame  di  città  nel  paesaggio  veneziano”  nel  libro  “Relazioni   di paesaggio – Tessere   trame   per   rigenerare   i   luoghi”   di   Pier   Luigi   Paolillo   e   Massimo   Venturi   Ferriolo   (2015), mostra fotografica al Fuori  Salone  di  Milano  presso  lo  Spazio  BLU  del  progetto  “NELLA  CITTA’  - questioni   del   progetto   urbano”   (2015),   documentazione   fotografica ufficiale
del   Padiglione   Cinese   CUUP   presso  l’  Expo  di  Milano  (2015).




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